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Pacomio
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mwbgPacomio (Esna, 292 – Pabau, 9 maggio 348) è stato un monaco cristiano egiziano, considerato il fondatore del monachesimo cenobiticocite-ref-1[1]cite-ref-2[2]. Elaborò la più antica regola per la vita comunitaria nota ad oggi (la Regola di san Pacomio) ed è considerato il fondatore della prima abbazia attorno al 320 presso Tabennisi, nella regione della Tebaidecite-ref-cariello2008-3-0[3]. Viene venerato come mwfasanto da diverse Chiese cristiane tra cui la mwfqcattolica, l'mwfgortodossa e la mwfwcopta.

Contents

Culto
Note

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Biografia

Quello che sappiamo di lui si ricava essenzialmente da mwgwVita di Pacomiocite-ref-4[4], una mwiabiografia che gli fu dedicata nel mwiqIV secolo.

Secondo la sua agiografia nacque da una famiglia di pagani. Fu coinvolto contro la sua volontà in una campagna di reclutamento dell'esercito romano all'età di vent'anni, un evento comune durante i tumulti e le guerre civili del periodo, e con diverse altre reclute fu messo a bordo di una nave che scendeva lungo il mwiwNilo. Arrivati a mwjaTebe, i cristiani locali avrebbero portato cibo e generi di conforto per i detenuti, cosa che fece una durevole impressione su Pacomio al punto che promise di studiare il mwjqcristianesimo ulteriormente quando fosse uscito. Così avvenne: si convertì e fu mwjgbattezzato (mwjw314?). Poi venne in contatto con un certo numero di asceti ben noti e decise di perseguire questa strada: andò alla ricerca di Palemone (o Palamone?) mwkaeremita e venne ad essere il suo seguace (mwkq317). Pregava spesso con le braccia distese a forma di croce, postura in seguito molto utilizzata nella Chiesa.

Dopo aver studiato sette anni con il vecchio Palemone, Pacomio decise di condurre la vita di un eremita presso mwkwAntonio, che fu il suo insegnante fino a quando, secondo la leggenda, udì una voce in Tabennisi che gli disse di costruire una dimora per gli eremiti per stabilirvisi. In precedenza, un mwlqasceta denominato mwlgMacario aveva già creato una serie di proto- monasteri chiamati mwlwlavre, o cellule, dove gli uomini santi fisicamente o mentalmente incapaci di raggiungere i rigori della vita solitaria di Antonio avrebbero vissuto in un ambiente comunitario. Pacomio si dedicò ad organizzare queste cellule in una organizzazione formale.

Fino a quell'epoca, l'esperienza dell'ascesi cristiana era stata la solitudine o l'mwmqeremitismo. Monaci maschi o femmine vivevano in mwmgcapanne individuali o mwmwgrotte e si incontravano solo per i servizi di culto occasionali. Pacomio sembra aver creato la prima comunità cenobitica organizzata, in cui monaci (maschi o femmine) vivevano insieme e avevano i loro possedimenti in comune sotto la guida di un mwnaabate o di una mwnqbadessa, e lui stesso è stato salutato come mwngAbbà (padre).

Pacomio stabilì il suo primo mwoamonastero cenobitico a Tabennisi tra il mwoq318 e il mwog323. Il primo ad unirsi a lui fu il fratello maggiore Giovanni e ben presto più di 100 monaci vivevano nel suo monastero. Si rese conto che quegli uomini, che conoscevano solo la vita eremitica, avrebbero potuto rifiutare la nuova esperienza se le modalità della vita cenobitica fossero state imposte loro bruscamente; permise quindi che dedicassero tutto il loro tempo per gli esercizi spirituali, a cui erano abituati.

Il monastero di Tabennisi, anche se più volte ingrandito, divenne ben presto troppo piccolo, e un secondo venne fondato a Pbow (oggi Faw al-Qibli). Dopo il mwpa336, Pacomio trascorse la maggior parte del suo tempo nel suo monastero di Pbow. Anche se Pacomio a volte fece da lettore per i pastori vicini, né lui né alcuno dei suoi monaci divenne mwpqsacerdote. Nel mwpg333 venne visitato da mwpwsant'Atanasio, che voleva ordinarlo sacerdote; ma Pacomio fuggì da lui.

Intorno al mwqq345 (poco prima della morte di Pacomio) c'erano già otto monasteri pacomiani e diverse centinaia di monaci; entro una generazione dopo la sua morte, questo numero crebbe enormemente con la diffusione dall'mwqgEgitto alla mwqwPalestina, al mwradeserto della mwrqGiudea, la mwrgSiria, il Nord mwrwAfrica e, infine, l'mwsaEuropa occidentale. Pacomio è anche accreditato come il primo cristiano ad aver utilizzato e raccomandato l'uso di una mwsqcorda per la mwsgpreghiera.

Una sola volta ricevette la visita di mwtaBasilio di Cesarea che prese molte delle sue idee e le portò a mwtqCesarea, dove Basilio fece anche alcuni adattamenti che sono diventati la regola ascetica, o l'Ascetica, la regola ancora oggi utilizzata dalla Chiesa Orientale, paragonabile alla mwtgRegola di San Benedetto in Occidente.

Tra i molti mwuamiracoli da lui operati ci fu quello di parlare miracolosamente le lingue mwuqgreca e mwuglatina benché non le avesse mai imparate.

Egli rimase mwvaabate dei cenobiti per circa quarant'anni. Quando contrasse una mwvqmalattia epidemica (probabilmente la mwvgpeste), chiamò i monaci, li rafforzò nella fede e nominò il suo successore, poi morì il 14 mwvwmwwaPashons, 64 A.M. (mwwqanno martyrum), cioè il 9 maggio mwwg348cite-ref-5[5].

Culto

La mwyqChiesa cattolica ne celebra la memoria liturgica il mwyg9 maggio, quella ortodossa il mwyw15 maggio.

Dal mwzqMartirologio Romanocite-ref-6[6]:

«Nella Tebaide, in Egitto, san Pacomio, abate, che, ancora pagano, spinto da un gesto di carità cristiana nei confronti dei soldati suoi compagni con lui detenuti, si convertì al cristianesimo, ricevendo dall'anacoreta Palémone l'abito monastico; dopo sette anni, per divina ispirazione, istituì molti cenobi per accogliere fratelli e scrisse per i monaci una regola divenuta famosa»

Note

cite-note-11. mwcqhttps://www.vaticanstate.va/it/stato-governo/note-generali/santo-del-giorno/1847-9-maggio-san-pacomio-abate.html
cite-note-22. mwdqmwdgmwdwSan Pacomio il grande-un santo al giorno-9 maggio - Famiglia Cristiana, su mweafamigliacristiana.it.
cite-note-cariello2008-33. mwfaNicola Cariello, mwfqmwfgBisanzio Roma e Kiev al tempo dell'imperatore Giovanni Tzimisce: antologia di documenti, 969-976, Nicola Cariello, 2008, p.mwfw 58, mwgaISBNmwgq 978-88-903509-0-0.
cite-note-44. mwhgmwhwmwiaLa Letteratura Del Monachesimo, su mwiqparodos.it.
cite-note-55. mwjqDrobner, Hubertus R., mwjgmwjwPatrologia, Piemme, 1998, mwkaISBNmwkq 883844563X, mwkwOCLCmwla mwlq801007000.
cite-note-66. mwmqmwmgliturgico.chiesacattolica.it, mwmwhttps://liturgico.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/sites/8/2017/09/21/Martirologio-Romano.pdfmwna Titolo mancante per url mwnqurl (aiuto).

Bibliografia

• mwowLisa Cremaschi (a cura di), Pacomio e i suoi discepoli. Regole e scritti, Qiqajon, 1988.
• mwpqEnzo Bianchi e Placide Deseille, Pacomio e la vita comunitaria, Qiqajon-Comunità di Bose, 1998, ISBN 88-8227-033-5, OCLC 40544645.

Voci correlate

• mwqqCenobiti
• mwqwTebaide
• mwrqPortovenere

Altri progetti

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• Wikisource
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• Wikiquote contiene citazioni di o su Pacomio
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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itPacomio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaPacomio, santo, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) St. Pachomius, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere di Pacomio, su Open Library, Internet Archive.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Pacomio, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• citerefsantiebeati-itPacomio, su Santi, beati e testimoni, santiebeati.it.
• mwtaOpera Omnia dal Migne Patrologia Latina con indici analitici, su documentacatholicaomnia.eu.